Incisione su
legno. Disegnata l'immagine su una tavoletta di noce, pero
o bosso dello spessore di circa 40 mm., se ne scavano le parti
che devono risultare bianche, in modo che solo I tratti del
disegno rimangano in rilievo e divengano suscettibili di ricevere
l'inchiostro da stampa. Il ,legno può essere tagliato
parallelamente alla fibra o perpendicolarmente, come venne
in uso in Inghilterra nella seconda metà dell’800:
in tal caso la grande durezza della superficie permette maggiore
finezza di intaglio e maggiore resistenza alla tiratura.
La matrice lignea può essere incorporata a un testo
tipografico e venire stampata contemporaneamente ad esso;
la xilografia, inoltre si presta assai bene alla stampa a
colori. Usata in oriente fin dall'alto medioevo per l'impressione
su stoffa, fu impiegata in Europa dal sec. XIV per stampare
immagini sacre e libri di devozione. All'inizio di esecuzione
piuttosto inesperta non tardò a divenire arte raffinata,
specialmente per merito dei maestri tedeschi del sec. XVI
(Dùrer, Holbein. ecc;). Sostituita nei sec. XVII e
XVIIi dall'incisione in metallo, la xilografia conobbe grande
favore nel primo ottocento quando diede vita a un nuovo tipo
di illustrazione la vignetta romantica. All'inizio del '900
furono attratti dalla xilografia da un Iato artisti di tendenza
liberty e dall'altro gli espressionisti. Sull'arte europea
della fine del sec. XIX influì la xilografia giapponese.
Importa dalla Cina intorno al sec. XII ebbe lungo e fiorente
sviluppo. Impronta a un elegante e non di rado lirico linearismo,
fu portata da forti personalità artistiche, tra cui
i notissimi Utamaro e Hokusai, dalla primitiva piatta giustapposizione
di bianchi e neri, all’ uso di una ricca gamma di valori
chiaroscurali.


Tutte le voci sono tratte da
"Stampa d'arte antica e moderna" prof. Nunzio Solendo - Ed. Bastogi
1982
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