| Si riferisce
a un particolare tipo di lavoro in oreficeria, eseguito con
tratti a incisione a bulino,
su oro o argento.
I tratti incisi vengono riempiti di smalto nero (nigellum)
formato da rame, piombo, argento, borace e zolfo. Il niello
fu usato nell'arte decorativa dalle antiche civiltà,
poi in Grecia e a Roma, dai Bizantini e nel Medioevo orientale
e occidentale. Oltre che nelle regioni germaniche, il niello
si diffuse nel XIV sec. in Italia, in Emilia, Toscana, Veneto
e in Abruzzo. Nel '400 Firenze fu un centro di grande produzione
con artisti come l'incisore Maso Finiguerra, Brunelleschi,
Pollaiolo. Cellini.
Il niello si collegò alle incisioni
in rame, perché si usava trarre delle impronte negative
preliminari su carta inchiostrata, prima di riempirle col
nigellum.


Tutte le voci sono tratte da
"Stampa d'arte antica e moderna" prof. Nunzio Solendo - Ed. Bastogi
1982
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